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Toponomastica e Numerazione Civica

Riferimenti normativi:

- Legge 24 dicembre 1954 n. 1228 (Legge Anagrafica): Art. 10, 1° comma – Il comune provvede alla indicazione dell'onomastica stradale e della numerazione civica.

- D.P.R. 30 maggio 1989 n. 223 (Regolamento Anagrafico): Art. 41 - Adempimenti ecografici
Ogni area di circolazione deve avere una propria distinta denominazione da indicarsi su targhe di materiale resistente. Costituisce area di circolazione ogni spazio (piazza, piazzale, via, viale, vicolo, largo, calle e simili) del suolo pubblico o aperto al pubblico destinato alla viabilità. L'attribuzione dei nomi deve essere effettuata secondo le norme di cui al regio decreto-legge 10 maggio 1923, n. 1158, convertito dalla legge 17 aprile 1925, n. 473 e alla legge 23 giugno 1927, n. 1188, in quanto applicabili.
In caso di cambiamento di denominazione dell'area di circolazione deve essere indicata anche la precedente denominazione. Nell'ambito del territorio comunale non può essere attribuita una stessa denominazione ad aree di circolazione dello stesso tipo, anche se comprese in frazioni amministrative diverse.
 
- R.D.L. 10 maggio 1923 n. 1158 convertito in Legge 17 aprile 1925 n. 473 - Norme per il mutamento del nome delle vecchie strade e piazze comunali.
Le amministrazioni municipali, qualora intendano mutare il nome di qualcuna delle vecchie strade o piazze comunali, dovranno chiedere ed ottenere preventivamente l'approvazione del Ministero della P.I. per il tramite delle competenti soprintendenze ai monumenti.
 
- Legge 23 giugno 1927 n. 1188
1. Nessuna denominazione può essere attribuita a nuove strade e piazze pubbliche senza la autorizzazione del Prefetto, udito il parere della Deputazione di storia patria, o, dove questa manchi, della Società storica del luogo o della Regione.
2. Nessuna strada o piazza pubblica può essere denominata a persone che non siano decedute da almeno dieci anni

3. ( omissis)
4. Le disposizioni degli artt. 2 e 3, primo comma, non si applicano a caduti di guerra o per la causa nazionale. E' inoltre facoltà del Ministero per l'Interno di consentire la deroga alle suindicate disposizioni in casi eccezionali, quando si tratti di persone che abbiano benemeritato dalla nazione.

5 e 6. (omissis)