" ...lo stretto di Messina, il suo breve spazio,
ha sempre racchiuso un profondo oceano di tempesta e di strazio: qui sono avvenuti
i fatidici terremoti e maremoti che hanno annientato più volte Reggio e Messina;
sulle sue acque corrono i venti tempestosi di Eolo, succedono calmerie stregate,
sorgono allucinatorie fatamorgane, altri prodigi che hanno acceso le fantasie dai
primordi della sua storia...
Fosse una macchina del tempo, il nostro Stretto, fosse una lastra sensibile che si
lascia impressionare da ogni sagoma che sopra vi passa, vedremmo infiniti legni,
infinite vele d'ogni forma e tinta, mercanti e soldati d'ogni razza, leggeremmo
infinite storie, la storia che è passata per quelle acque...
Città di luce e d'acqua, aerea e fuggente, riflessione e inganno, fatamorgana e
sogno, ricordo e nostalgia. Messina non esiste. Esistono miti e leggende, Saturno,
Orione, Cariddi, Mata e Grifone, Colapesce. Ma forse vi fu una città con questo
nome perchè disegni e piante riportano la falce di un porto con dentro velieri che
si dondolano, e mura, colli scanditi da torrenti e coronati da forti, e case
palazzi chiese orti... "
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