IL PIANO
STRATEGICO
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IL PIANO STRATEGICO

Cos’è il Piano Strategico di Messina?

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La Proposta di Regolamento per la programmazione 2007-2013 dei Fondi strutturali, licenziata dalla Commissione in data 14 luglio 2004, attribuisce alle città, segnatamente alle città medie, un ruolo trainante nella costruzione della competitività e della coesione dell’Unione recependo per la prima volta, in via regolamentativa, gli indirizzi maturati in un arco più che quinquennale nel dibattito in sede europea e formalizzati, tra l’altro, nello SSSE (Schema di Sviluppo dello Spazio Europeo) e nel Terzo Rapporto sulla coesione economica e sociale del 18 febbraio 2004.

Nel periodo 1998-2005 alcune città italiane, tutte localizzate nel Centro–Nord del Paese, hanno elaborato piani strategici urbani. Solo alcune di esse lo hanno effettivamente completato ed approvato e sono ancora meno le città per le quali si può affermare in modo documentato che il piano strategico è effettivamente entrato nella fase di attuazione. Viste queste premesse, non sembra eccessivo affermare che per le città meridionali la predisposizione dello strumento “piano strategico” si presenta come una sfida importante, sfida che la città di Messina intende cogliere.

Il Piano strategico di Messina si fonda sulla costruzione collettiva di una visione condivisa del futuro del territorio, attraverso processi di partecipazione, sia come un patto fra amministratori, cittadini e partner diversi per realizzare tale visione attraverso una strategia e conseguenti progetti interconnessi, giustificati, valutati e condivisi, che come coordinamento nelle assunzioni di responsabilità dei differenti attori nella fase di realizzazione di tali progetti.

Il Piano Strategico, va, quindi, considerato come motore progettuale, tecnico e finanziario per la costruzione di politiche pubbliche alla scala dell’area urbana, ma con un campo d’azione che supera i confini comunali. Queste assunzioni di principio implicano, ovviamente, che il Piano Strategico, nella nuova dimensione data al governo delle politiche urbane, funzioni anche come “integratore” dei diversi strumenti di programmazione nazionale e comunitaria attivati nell’area, ponendosi, in qualche maniera, come quadro programmatorio generale.

In tal senso, il Piano strategico si muove nell’ottica di potenziare, integrare, completare o qualificare filiere progettuali già attivate nell’area. Poiché inserito in una logica di programmazione dello sviluppo urbano e in un quadro di politiche urbane già avviate, il Piano Strategico è da intendersi, dunque, come un processo integrato nel tempo.

Essendo un programma complesso, con diversi livelli di integrazione, struttura e piano finanziario molto articolati, e coinvolgendo, pertanto, una molteplicità di interessi economici e sociali, il Piano non può che risultare uno strumento multiattoriale. In tal senso, riprendendo anche alcune indicazioni in merito che provengono dalle migliori esperienze europee in tema di programmazione complessa, le nuove politiche urbane propongono un’interazione forte tra i diversi attori coinvolti nel processo e nei singoli interventi, che deve essere sviluppata sia nelle forme codificate previste per l’attivazione del Partnerariato istituzionale e socio-economico sia come modalità di relazione operativa tra gli attori. Il processo di coinvolgimento attivo degli abitanti dei destinatari degli interventi e degli attori portatori di interessi nel percorso rappresenta elemento di forte caratterizzazione del percorso di pianificazione strategica.

La costruzione del Piano strategico Messina 2020

Il piano strategico di Messina non nasce dal niente ma si pone in continuità rispetto ad una serie di iniziative, ad un percorso  che la città di Messina sta portando avanti oramai da diversi anni. Punto di partenza naturale è dato, in particolare modo, dalle risultanze del Forum civico, ultimo, in ordine temporale, esercizio di riflessione allargata sulla strategia di sviluppo per la città.
Risultato cardine del Forum è in prima istanza la riaffermazione del  ruolo metropolitano di Messina, area urbana fornitrice di servizi alti al territorio circostante, concezione che si coniuga con una idea di Messina come città allargata, a geometria variabile, o forse meglio sarebbe dire come città con funzione e ruolo metropolitano a geometria variabile.
Con questo presupposto il piano strategico sta lavorando per definire una struttura di governance su diverse  scale territoriali ottimali a “geometria variabile” su tre livelli territoriali:

  1. ambito territoriale del Piano strategico inteso come area metropolitana su cui Messina intende sviluppare e consolidare vecchie e nuove strategie di cooperazione (nello specifico si parla di Messina con eventuali comuni adiacenti e sinergici per le strategie)

  2. ambito territoriale che si estende oltre l’area micro, Messina + comuni, in territori contigui, anche inter – provinciali, con vocazioni e peculiarità affini e complementari per tematismi, con l’obiettivo di facilitare la collaborazione/competizione in un contesto di integrazione delle politiche di sviluppo che insistono in quello specifico sistema locale. (In specifico l’Area integrata dello stretto, il sistema Milazzo, Eolie, Taormina, le città di Barcellona e Milazzo dotate di Piani strategici con le quali Messina ha attivato delle intese)

  3. ambito territoriale regionale/mediterraneo in territori non contigui, al fine della costituzione di filiere tematiche o di una rete di coordinamento che favorisca lo scambio di informazioni fra questi territori, l’apprendimento reciproco, la diffusione di best practices e l’avvio di efficaci forme di interazione strategica. L’approccio potrà essere riprodotto per la costruzione di rapporti con altri territori delle regioni del mediterraneo. (In specifico, l’area metropolitana come snodo tra Corridoio 1, Corridoio Meridiano e la rete delle città strategiche siciliane, con il sistema portuale, con il mediterraneo, con l’oriente).

Il consolidamento di una struttura di governance,  rappresenta dunque la finalità ultima del piano della città di Messina. Il documento di piano strategico definitivo, in cui si identifica e condivide uno scenario di sviluppo di medio - lungo termine, un set di “assi strategici”, che rappresentano le priorità su cui la città intende muoversi, e un insieme di “progetti”, cioè di strumenti concreti di attuazione e di implementazione del piano strategico, nei diversi settori individuati, rappresenta la base su cui costruire un patto per lo sviluppo.
Infatti il processo di piano si ripropone di trovare momento di sintesi nella sottoscrizione di un Patto per lo sviluppo, dove i diversi attori locali ed extralocali firmatari si impegnano a dare attuazione al piano stesso dando implementazione alle diverse progettualità previste.

Il percorso di definizione del piano strategico

Dal punto di vista contenutistico il processo di costruzione di un piano strategico può essere suddiviso, sulla base delle indicazioni espresse dalle linee guida  del Tavolo Inter istituzionale per la Riserva Aree urbane del FAS, nonché in base alle esperienze ad oggi maturate dall’RTI proponente, in 3 “tappe” fondanti:

  1. Momento diagnostico volto alla ricostruzione e valutazione dello stato di fatto. La ricostruzione delle dinamiche e politiche in atto sul territorio è momento propedeutico alla definizione dei contenuti di piano, essenziale perché il piano possa rappresentare momento di rottura laddove necessario e al contempo di integrazione rispetto agli interventi precedenti;

  2. Momento strategico in cui viene costruito l’obiettivo di lungo periodo cui tendere (la vision) e vengono delineate le strategie attuative per il perseguimento dell’obiettivo predefinito;

  3. Momento programmatico dove le strategie definite vengono tradotte in progettualità cui i diversi attori territoriali si impegnano a dare attuazione.


La tavola seguente riporta l’articolazione complessiva delle attività di pianificazione in corso, seguendo i tre momenti progettuali identificati

  1. una fase preliminare che si sostanzia nell’analisi dello stato di fatto del territorio, nell’ individuazione degli stakeholder da coinvolgere nel processo di concertazione del Piano e nell’avvio degli strumenti di democrazia deliberativa previsti al fine di rendere più larga ed efficace la partecipazione al processo di Piano;

  2. una fase di prima individuazione e concertazione delle linee strategiche (B), riassunte nel documento intermedio di Piano Strategico, oggetto di discussione e valutazione nelle sedi, istituzionali e convenzionali, deputate alle attività di discussione, formulazione e concertazione del Piano stesso;

  3. una fase di definizione delle idee progettuali(C) in grado di avviare il successivo percorso attuativo del piano stesso;

  4. una fase di redazione finale del Piano Strategico (D), che verrà redatto in coerenza con le analisi svolte, le linee strategiche individuate e le successive integrazioni eventualmente emerse nella fase di cui al punto B. La stessa fase  sarà inoltre finalizzata alla completa diffusione e condivisione delle scelte strategiche presso tutti gli attori del contesto territoriale interessato alle varie scale;

  5. una fase di implementazione del piano in cui spetterà all’insieme degli attori sottoscrittori del piano stesso avviarne l’attuazione in primis attraverso i  progetti e  gli strumenti di governance definiti all’interno del piano stesso.

Ad oggi si è chiuso l’analisi preliminare con la stesura del documento di diagnosi (i cui contenuti posso essere visionati (www.messina2020.it)