Una storia, questa di Giuseppe Tomasello, sul Corpo delle Guardie Municipali di Messina che è il frutto di un lavoro appassionato, competente e, soprattutto, di paziente scavo presso Archivi e Biblioteche.
Ricostruire la vicenda delle Guardie Municipali di Messina non è stata certamente impresa facile, dal momento che la città, tra '800 e '900, ha vissuto eventi drammatici e disastrosi che ne hanno interrotto il fluire regolare della sua vita economica e sociale. Il terremoto soprattutto ha improvvisamente e irrimediabilmente spezzato quel rapporto che la città e i suoi abitanti avevano con il loro passato, con la propria tradizione, cancellando in definitiva ricordi e memoria storica alle generazioni successive.
Indagare quindi sulle origini e sugli avvenimenti del Corpo delle Guardie Municipali messinesi diventava difficile, anche perché le distruzioni materiali subite dalla città ne avevano disperso tracce e riferimenti. Tuttavia Giuseppe Tomasello, con caparbia costanza, ha scavato nelle macerie e nella memoria della città per trovarne tracce e segni, ricostruendo così un percorso che affonda le sue radici nel '700, ma che si sviluppa e si rafforza già a partire dalla prima metà dell' 800, per consolidarsi definitivamente nel periodo post-unitario.
Il paziente e metodico scavo alla ricerca della documentazione necessaria alla ricostruzione di questa storia - spesso fatta di frammenti di notizie -, si è svolto negli Archivi e nelle Biblioteche messinesi (dall' Archivio di Stato all' Archivio Storico Comunale, a quello Cimiteriale, alla Biblioteca Regionale, ecc.) e di altre città dell 'Isola e di Roma. La quotidianità degli avvenimenti è stata puntualmente ricercata sui giornali e le riviste locali, spulciando spesso tra le brevi e sintetiche notizie della cronaca cittadina, e negli atti del Consiglio Comunale, ricostruendo così, anno dopo anno e giorno dopo giorno, la vita, lo sviluppo e le trasformazioni del Corpo delle Guardie Municipali e degli uomini che ad esso appartenevano.
Tomasello dunque individua la nascita delle Guardie Municipali in Sicilia con il decreto n. 4879 del 1838, che si uniformava al decreto del 24 novembre 1827, istitutivo del Corpo delle "guardie urbane" nella parte continentale del Regno delle Due Sicilie. In tale decreto infatti si stabiliva che la "forza de' sorvegliatari" era sostituita con un corpo di guardie urbane i proprietari, i capitalisti, i negozianti, i professori di arti liberali, i capi artefici, gl'intrapenditori di opere, i maestri di bottega" e qualora nei piccoli comuni non si fosse riusciti a completare il numero previsto con sette classi indicate, sarebbe stato possibile "supplire con quella degli agricoltori che hanno fondi altrui in affitto, ed in efficienza di questi ultimi, solo caso, con la classe degli operai". Era comunque l'avvio, anche se a Messina le Guardie Urbane erano soprattutto utilizzate nei sobborghi e nei 43 Casali, poiché in città vi er:a un presidi? militare e le forze della gendarmeria erano numerose.
Era pertanto con l'Unità che il corpo delle Guardie Municipali assumevano ruolo e funzioni specifiche sulla base, del regolamento del 1866 che ne fissava l'uniformità con quello del resto d'Italia. Ma è, come chiarisce Giuseppe Tomasello, solo alla fine del secolo che si delinea il nuovo volto delle Guardie Municipali che, nel secolo che stava per entrare, sarebbero stati i nuovi "Vigili urbani". E il nuovo Corpo avrebbe vissuto le vicende della città, passando dalla catastrofe del 1908 alla ricostruzione, seguendo gli avvenimenti politici del Paese dalla fascistizzazione del corpo alla seconda guerra mondiale, al dopoguerra.
In conclusione, il lavoro appassionato di Tomasello, peraltro arricchito da un'ampia appendice documentaria, ricostruisce e riporta alla memoria della città la vicenda istituzionale e umana del Corpo delle Guardie Municipali, fatta anche di storie individuali talora alte, che colmano un vuoto di conoscenze, permettendo alle nuove generazioni interessate di inserire un altro tassello utile anche al fine della comprensione della storia e delle prospettive di una città dallo splendido passato, ma con un presente quanto meno disarmante e un futuro che si prospetta incerto.
Rosario Battaglia
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