Descrizione
Si è aperta oggi a Messina, nell’Aula Magna dell’Università degli Studi di Messina, la quinta edizione di Matabbìa, manifestazione culturale internazionale e convegno scientifico itinerante dedicato alla storia delle migrazioni, delle presenze italiane nel Mediterraneo e alle dinamiche di convivenza tra le due sponde. L’edizione 2026, in programma dall’1 al 3 ottobre, patrocinata dal Comune di Messina è organizzata a a cura del Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne (DiCAM), in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Politiche e Giuridiche (SCIPOG) dell’Università degli Studi di Messina.
I lavori proseguiranno domani, venerdì 2 ottobre, con una nuova giornata di incontri e approfondimenti alla quale interverranno, tra gli altri, il sindaco Federico Basile e l’assessore alla Cultura Enzo Caruso.
Il tema scelto per questa quinta edizione è “Convivenze mediterranee: incontri, confronti, contaminazioni e scontri tra passato e presente”, con particolare attenzione alla migrazione e alla presenza italiana nell’Africa mediterranea e, in particolare, in Tunisia. La manifestazione propone un percorso di approfondimento e divulgazione sulle complesse dinamiche che hanno caratterizzato le società della sponda sud del Mediterraneo, dalle esperienze maturate con l’avvento del colonialismo ottocentesco alle indipendenze del Novecento, fino alle eredità che quelle vicende continuano a produrre nel presente.
Matabbìa è nata a Marsala nel 2022 da un’idea congiunta dell’Associazione Culturale Banca Marsalese della Memoria e dell’Archivio Memorie Italiane di Tunisia, per poi svilupparsi attraverso la collaborazione con università italiane e straniere, associazioni e istituzioni. La quinta edizione riunisce studiosi di diverse discipline appartenenti al GRITUM – Gruppo di Ricerca sugli Italiani in Tunisia e nel Mediterraneo, oltre a ricercatori ed esperti afferenti a SeSAMO – Società italiana di Studi sul Medio Oriente, ASAI – Associazione per gli Studi Africani in Italia e SISI – Società Italiana di Storia Internazionale, insieme a documentaristi, giornalisti, narratori e artisti.
L’obiettivo è portare all’attenzione di un pubblico ampio e diversificato, europeo e africano, la storia dell’emigrazione e della presenza italiana nel Mediterraneo, una vicenda secolare che ha avuto un ruolo significativo nelle relazioni tra le due sponde e che per lungo tempo è rimasta ai margini della storiografia.
Il nome Matabbìa deriva dal siculo-tunisino matabbìa, a sua volta riconducibile all’arabo tunisino madhabia, con il significato di “magari”. Un termine che racchiude un’idea di speranza e che diventa, nel contesto della manifestazione, un invito a dare voce a temi e questioni di attualità attraverso il confronto tra esperienze, memorie e prospettive differenti.
La scelta di Messina come sede della quinta edizione si lega alla storia della città quale crocevia di popoli, culture e collettività, oltre che alla vocazione internazionale dell’Ateneo e alla presenza, nei Dipartimenti DiCAM e SCIPOG, di studiosi impegnati sui temi delle migrazioni e delle convivenze.
Il programma si sviluppa attraverso cinque principali percorsi tematici: Convivenze nel passato, con approfondimenti sulle convivenze religiose, le memorie condivise, i migranti e il territorio; Convivenze nel presente, con particolare attenzione alla vita quotidiana, ai rapporti di genere e alle generazioni dei discendenti; Letteratura, musica e arti figurative come spazi di incontro e di confronto, ma anche di scontro; Contatti e conflitti linguistici sulla sponda sud del Mediterraneo; La cucina come archivio della convivenza, quale luogo di incontro, contaminazione e trasmissione di memorie e identità.
La tre giorni messinese alternerà momenti di confronto scientifico e occasioni di divulgazione, con l’intento di mettere in relazione ricerca accademica, memoria e testimonianza, linguaggi artistici e racconto pubblico della storia del Mediterraneo.
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Ultimo aggiornamento: 1 ottobre 2026, 13:12