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La Mostra Malacologica del Comune di Messina oggetto di studio pubblicato sulla rivista nazionale di Museologia scientifica

Restaurata dal Museo della Fauna dell’Università ed esposta al pubblico a palazzo Weigert l’importante collezione di conchiglie del Comune.

Data :

3 febbraio 2026

La Mostra Malacologica del Comune di Messina oggetto di studio pubblicato sulla rivista nazionale di Museologia scientifica
Municipium

Descrizione

La preziosa collezione di conchiglie, acquistata dal Comune in occasione della Mostra Malacologica Messinese, tenutasi con continuità dal 1980 al 1987, è stata recuperata, dopo anni di abbandono, ed esposta al pubblico in una sezione del Museo di Storia Naturale dello Stretto di Messina, diretto dalla prof.ssa Antonia Messina, presso Palazzo Weigert.

Su iniziativa dell’Assessore alle Politiche Culturali Enzo Caruso, d’intesa con il Sindaco Federico Basile, è stata attivata una collaborazione con il Museo della Fauna dell’Università di Messina, diretto dal prof. Filippo Spatola, nell’ambito della quale il Museo della Fauna è stato incaricato di recuperare, catalogare e rendere nuovamente disponibile per progettualità scientifico-divulgative, la collezione malacologica custodita presso i depositi del vecchio, ormai demolito, Mercato Ittico di Messina, che in passato rappresentava elemento rilevante della Mostra Malacologica Messinese, evento che si è tenuto in sette edizioni.

La Mostra Malacologica Messinese fu un'importante rassegna che si svolse nella città dello Stretto per sette anni consecutivi grazie alla dedizione del prof. Carmelo Asta, dirigente medico veterinario del suddetto mercato ittico, e di un gruppo di esperti biologi, studiosi e appassionati malacologi che portarono avanti questo prestigioso evento, finché fu possibile. 

Durante le varie annualità, il Comune di Messina stanziò risorse per far sì che la mostra venisse organizzata in maniera regolare e la Società Malacologica Messinese (ormai non più esistente) fu fondamentale supporto per promuovere e organizzare le mostre, nonché per tenere vivi i contatti con i collezionisti, i musei e il “mondo malacologico” in generale.

Non essendo stata ritrovata alcuna documentazione inventariale delle varie edizioni della mostra, il lavoro svolto in modo certosino dal prof. Spatola, dal dott. Mauro Cavallaro e dall’esperto Alberto Villari, con il coordinamento dell’Assessorato Politiche Culturali, è stato quello di gettare le basi per la restituzione, alla comunità scientifica e alla collettività, di un patrimonio malacologico di importante rilevanza per la città di Messina, analizzando in maniera approfondita il materiale disponibile; valutando l’entità dei danni riportati dalla collezione nel corso degli anni e ripristinarne l’integrità e la conservazione, nonché una moderna tassonomia delle specie presenti.

Secondo i nuovi canoni di una corretta prassi museale tale “entità scientifica” rappresenta non soltanto un fondamentale archivio di biodiversità, ma anche un importante strumento per il recupero dell’identità e della cultura naturalistica che troppo spesso la collettività dimentica di possedere.

La Mostra è esposta al pubblico, con ingresso libero, presso il Museo di Storia Naturale dello Stretto di Messina nel Mediterraneo, aperto al pubblico da lunedì a venerdì, dalle ore 9 alle 12.30, o su prenotazione in altri giorni.

Nel percorso museale sarà possibile fruire di affascinanti visite guidate grazie alla competenza di docenti ed esperti, supportati dai volontari del Servizio Civile Nazionale.

Municipium

Numero progressivo

N. 125 - redatto da s. co

Ultimo aggiornamento: 3 febbraio 2026, 12:11

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